Ovunque andro’ è qui che ritornero’.
12 May 2013
Dopo dieci giorni di vacanza, studio e sport rosicchiato qua e la, scendo in Italia per il mio primo viaggio turistico da espatriato. La mente è soprendente: lo stesso viaggio di tante altre volte ma il cuore che stavolta si riempie di emozioni.
Guardare fuori dal finestrino ora è dolce e non più amaro, la mia casa di Milano non più uno scheletro del passato ma un campo base. La città che ho sempre amato è ancora più bella e ho voglia di scambiare opinioni e parole con tutti. Scopro due corniciai che dopo trentacinque anni di attività stanno per chudere. Mi spiegano con passione come fare una perfetta cornice e come l’umidità puo’ rovinare il lavoro più preciso, mi raccontano dei quadri che hanno fatto per Fidel Castro, di un trasferimento a Cuba mancato e della speranza di cedere la loro attività a qualcuno che possa ereditare l’amore per l’artigianato nonostante tutte le difficoltà e i campi minati che i governi che si sono susseguiti hanno creato. La stanchezza e la voglia di riscatto, di rivincita verso un mondo che sembra ignorarli. La stessa cosa che anche io ho fatto per anni e che ora, finalmente, ho cambiato.
Ovunque andro’, è qui che ritornero’.

























